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Filler labbra: quali materiali utilizzare e quali accortezze seguire per essere sicuri

A chi non piacciono delle labbra carnose da baciare e da invidiare? Se la natura non ci ha dotato di questa caratteristica possiamo sempre ricorrere a qualche espediente, a patto di seguire in sicurezza alcune norme pratiche e di buon senso che possono metterci al riparo da spiacevoli inconvenienti.
L’aumento del volume delle labbra può essere conseguito mediante diverse procedure mediche e/o chirurgiche che consistono nell’utilizzo di materiali di riempimento iniettabili (fillers).

I fillers sono dei materiali di riempimento che vengono iniettati mediante sottilissimi aghi all’interno delle labbra (vermiglio) o lungo il contorno della bocca, e permettono di modellare la forma e il volume delle labbra.
Il trattamento viene generalmente effettuato in ambulatorio, senza ricorso ad alcuna anestesia, dura pochi minuti e, a parte un leggero gonfiore presente nelle prime 24-48 ore, non lascia postumi visibili che possano impedire l’immediata ripresa delle attività quotidiane.
I materiali di riempimento possono essere di 3 tipi. In questo articolo, senza alcuna pretesa di esaustività medica, cerchiamo di riassumerne le principali caratteristiche:
• Materiali Riassorbibili
• Materiali Semipermanenti
• Materiali Permanenti
I Materiali riassorbibili:
I fillers riassorbibili hanno il pregio di essere facilmente tollerati dall’organismo ma danno un aumento di volume temporaneo (dai 4 ai 12 mesi). Dopo un po’ quindi, sarà necessario ripetere l’intervento di applicazione.
I materiali riassorbibili sono essenzialmente due: il collagene e l’acido ialuronico.
I tempi di riassorbimento dipendono dal volume delle microparticelle e dai legami intermolecolari che le case farmaceutiche riescono a sintetizzare.
I prodotti commerciali più comuni contenenti acido ialuronico per questa categoria sono: “Restylane”, “Perlane”, “Juvederm”, “Hylaform”, “Vital”, “Restylane subQ”, mentre quelli contenenti collagene sono: “Zyderm” e “Zyplast” (entrambi di origine bovina), “Cosmoderm” e “Cosmoplast” (più recenti e più sicuri perché non di origine bovina).

I Materiali semipermanenti:
I fillers semipermanenti hanno il pregio di dare un risultato estetico più duraturo (dai 12 ai 36 mesi) ma, seppur raramente, possono provocare reazioni da corpo estraneo (granulomi). Dunque attenzione: non bisogna fidarsi del primo improvvisato applicatore e se ne sconsiglia com’è ovvio un abuso.
Stiamo parlando infatti di sostanze piuttosto invasive e tutt’altro che prive di controindicazioni, ovvero l’acido polilattico, il collagene associato al polimetilmetacrilato oppure l’acido ialuronico associato a un idrogel acrilico.
I prodotti commerciali più comuni in questa categoria sono: “New fill” o “Sculptra”, “Artecoll”, “Dermalive” e “Reviderm intra”.

I Materiali permanenti:
I fillers permanenti hanno il pregio di dare un risultato estetico definitivo ma talvolta possono dare una reazione di rigetto non prevedibile e difficilmente controllabile e correggibile.
I materiali permanenti sono derivati di polimeri con legami alchil-immidici e poliacrilamide e sono costituiti da molecole non riassorbibili.
Il silicone in forma di gel iniettabile è un filler permanente il cui uso è stato vietato dalla legge italiana agli inizi degli anni ’90 per i numerosi effetti collaterali cui può dare adito.
Attualmente i prodotti più comuni ammessi in commercio sono: “Bioalcamid” e “Aquamid”.

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